Mer14nov “Giulio Bianco” presenta il proprio album, con Giacomo Greco e Simone Franco

Mercoledì 14 Novembre il Barroccio ospiterà 3 artisti per la presentazione dell’album di Giulio Bianco:

“Di zampogne, partenze e poesia”

Giulio Bianco: zampogne
Giacomo Greco: Live Electronics, Sinth, Guitar
Simone Franco: Voce Narrante

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Wednesday, 14th November

Giulio Bianco presents:

“Bagpipes, departures and poetry”

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Lunedì 15 ottobre è uscito “Di zampogne, partenze e poesia”, disco d’esordio del polistrumentista Giulio Bianco, prodotto dal Canzoniere Grecanico Salentino con il sostegno di Puglia Sounds Record 2018 (Regione Puglia – FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia). Un disco quasi completamente privo di parole, una colonna sonora in cui la zampogna, strumento dal dna “migrante”, fa da cicerone e conduce l’ascoltatore in un viaggio musicale pluritematico, dialogando con l’elettronica e l’orchestra. “Musica popolare non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”, scriveva il compositore e direttore d’orchestra austriaco Gustav Mahler. Questo concetto è parte fondamentale del processo di scrittura, in cui vecchio e nuovo si legano indissolubilmente, creando un ibrido in cui il linguaggio della musica tradizionale è ancora evidente, ma le tematiche, la scrittura e la produzione musicale sono concepite e studiate per suonare contemporanee. Il cd contiene sei brani originali scritti e arrangiati da Bianco: “Tornare”, “Trainieri” con le voci registrate dei cantori Uccio Aloisi e Uccio Bandello, “Valzer dei giocattoli dimenticati”, prodotto e arrangiato in collaborazione con Inude, “Cirano”, “Tarantella di San Filippo”, con un tema iniziale di un brano tradizionale siciliano e “Ronda”.

“Di zampogne, partenze e poesia” è una raccolta di racconti musicali composti a partire da riflessioni dell’autore su tematiche attuali. La “voce narrante” è quella della zampogna, strumento antichissimo utilizzato in passato dai pastori durante i loro viaggi di “transumanza”, e dal suono naturalmente evocativo di miti e leggende da sempre legate alla civiltà rurale. È musica immaginifica, epica ed a tratti pastorale, prodotto e sintesi del percorso musicale di Giulio Bianco, in cui la pizzica pizzica e la musica tradizionale salentina si fondono alla musica elettronica ed alla scrittura per orchestra. È un lavoro in cui si usa l’antico per raccontare il presente, come avviene d’altronde oggi con la musica di riproposta, frutto del percorso personale dell’autore di rivalutazione musicale e sociologica di uno strumento da sempre considerato povero e limitato, che in questo disco viene invece valorizzato ed esaltato, ora dialogando con l’elettronica, ora avvolto dagli archi dell’orchestra classica. Nel live Bianco è accompagnato da Giacomo Greco (guitar, sinth e live elettronics).